Perché parlare. Dorcas Gustine (estratto da Antologia di Spoon River)

Parla…sempre. Non lasciare che i perché e le conseguenze che ti portano al silenzio, ti uccidano lentamente.

Dorcas Gustine

I was not beloved of the villagers,
But all because i spoke my mind,
And met those who transgressed against me
With plain remonstrance, hiding nor nurturing
Nor secret griefs nor grudges.
That act of the Spartan boy is greatly praised,
Who hid the wolf under his cloak,
Letting it devour him, uncomplainingly.
It is braver, I think, to snatch the wolf foth
And fight him openly, even in the street,
Amid dust and howls of pain.
The tongue may be an unruly member –
But silence poisons the soul.

Berate me who will – I am content.

Dorcas Gustine

Non ero amato dagli abitanti del villaggio.
tutto perché dicevo il mio pensiero,
e affrontavo quelli che mancavano verso di me
con chiara protesta, non nascondendo né nutrendo
segreti affanni o rancori.
È assai lodato l’atto del ragazzo spartano,
che si nascose il lupo sotto il mantello,
lasciandosi divorare, senza lamentarsi.
È più coraggioso, io penso, strapparsi il lupo dal corpo
e lottare con lui all’aperto, magari per strada,
tra polvere e ululi di dolore.
La lingua è magari un membro indisciplinato –
ma il silenzio avvelena l’anima.

Mi biasimi chi vuole – io son contento.

(Antologia di Spoon River di Edgar Lee Masters. A cura di Fernanda Pivano. Einaudi. 2014)

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